Un omaggio all’ing. Carlo Chiti
07.07.2010
A causa del maltempo, la manifestazione del 20 giugno u.s. per l’intitolazione del piazzale panoramico al Passo de La Collina all’ing. Carlo Chiti è stata rimandata a domenica 11 luglio, alle ore 10.
Verrà reso omaggio ad un concittadino famoso nel mondo per i suoi meriti nel campo motoristico.
Saranno presenti noti personaggi del mondo automobilistico nazionale.
L’evento è organizzato dal Veteran Car Club di Pistoia.
Tutti sono invitati a partecipare.
Una breve biografia
Carlo Chiti (Pistoia, 19 dicembre 1924 – Milano, 7 luglio 1994) è stato un ingegnere italiano.
Laureato in ingegneria aeronautica all’Università di Pisa entrò ben presto a far parte dei ranghi progettistici dell’Alfa Romeo dove, dal 1952, fu assegnato al reparto corse. Nel 1957 Enzo Ferrari lo chiamò a sostituire l’ingegner Fraschetti nel progetto della Ferrari 156 F1, una delle prime vetture a dotarsi del motore posteriore. Chiti resterà in Ferrari fino al 1961 quando, assieme ad altri progettisti e dirigenti, tra cui Giotto Bizzarrini, deciderà di tentare l’avventura della ATS. Durante il periodo di permanenza alla Ferrari, i motori e le vetture progettati da Chiti vinceranno ben due titoli mondiali di F1, nel 1958 con Mike Hawthorn e nel 1961 con Phil Hill.
Nel 1966 torna all’Alfa Romeo dove viene nominato Direttore Generale dell’Autodelta, la scuderia da competizione della casa milanese. Con essa si impegna a fondo nel Mondiale Marche (vedi Campionato del Mondo Sport Prototipi) e dopo varie importanti vittorie in singole gare, ottiene la vittoria nel Mondiale Marche del 1975 con l’Alfa Romeo 33TT12. Dopo ulteriori migliorie (riduzione ulteriore del peso e aumento della potenza a 520CV a 12000rpm) Chiti rivince il Mondiale Marche nel 1977, ribadendo l’eccellenza della sua progettazione e la qualita’ della scuderia da lui diretta. Poco dopo Chiti e l’Autodelta si impegnano per conto dell’Alfa Romeo anche nel Mondiale F1, dove purtroppo si alternano luci e ombre, molto probabilmente per lo scarso impegno e aiuto economico fornito dalla Proprietà della casa automobilistica (l’IRI). Resta comunque famosa la vittoria nel Gran Premio di Svezia sul circuito di Anderstorp nel 1978, dove Niki Lauda al volante della Brabham-Alfa Romeo BT46/B ottiene una vittoria con schiacciante superiorità. Una importante ragione stava nel famoso "ventilatore" montato sul retro della vettura per incrementare l’effetto suolo, ai tempi ricercato in modo esasperato da tutti i costruttori. Questa soluzione, tuttavia, non venne ritenuta accettabile, e la vettura non poté più correre con tale configurazione.
Carlo Chiti dirigerà il reparto corse fino al 1985 quando, assieme ad altri progettisti, fonderà la Motori Moderni, che rifornirà principalmente il team Minardi.
Tra le vetture progettate interamente da Carlo Chiti è da ricordare, oltre la Ferrari 156 F1 già citata, anche tutta la serie delle Alfa 33 Sport (fra cui le vittoriose 33TT12 di cui sopra). Per correttezza, occorre precisare che il prototipo delle 33, la 33/2 (motore V8 2 litri) fu progettata, telaio e motore, da un’altra colonna portante dell’Alfa Romeo, Giuseppe Busso, ma, per volontà della direzione, fu immediatamente passata alla gestione Autodelta, diretta appunto da Chiti. Non si puo’ infine dimenticare che Chiti, insieme all’amico Bizzarrini, fu il principale progettista di Ferrari memorabili, fra cui, prima fra tutte, la Ferrari 250 GTO.
Fonte: Wikipedia




